Morfologia del territorio

Tratto da:
AA.VV. (2010) - Risorse idriche e bilancio idrogeologico nell’Ambito Territoriale Ottimale "Laguna di Venezia". Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale “Laguna di Venezia”, Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Geoscienze.
AA.VV. (2011) - Gestione del Territorio 3D. AATO Laguna di Venezia, IUAV – Nuove Tecnologie e informazione Territorio Ambiente.

Quadro evolutivo della Pianura Veneta

Image Quadro evolutivo della Pianura Veneta
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L’Ambito Territoriale Ottimale Laguna di Venezia appartiene alla porzione di Pianura Veneta delimitata a Nord dai rilievi prealpini, a Sud dal fiume Po e dal mare Adriatico, a Est dal fiume Tagliamento e ad Ovest dai Monti Lessini, dai Monti Berici e dai Colli Euganei, che la separano parzialmente dalla Pianura Padana. L’origine della Pianura Veneta risale alla fine del Terziario quando l’orogenesi Alpina, esauriti i principali fenomeni parossistici, ha continuato la fase di sollevamento dei rilievi montuosi e lo sprofondamento dell’avampaese pedemontano. Con l’inizio del Quaternario, in condizione di quasi totale emersione, inizia il riempimento della vasta depressione antistante la regione alpina, mediante un progressivo accumulo di depositi alluvionali e fluvioglaciali intervallati da sedimenti derivanti da fasi di trasgressione marina. Questa alternanza è stata condizionata principalmente dall’avvicendarsi di fasi glaciali e interglaciali correlate ai cicli glacioeustatici planetari che si sono succeduti nel corso del Pleistocene e dell’Olocene. Da allora la pianura alluvionale viene costantemente modellata dalle continue variazioni di percorso dei corsi d’acqua che la solcano, come testimoniano i numerosi paleoalvei presenti in superficie ed in profondità; questi ultimi sono facilmente riconoscibili per la loro struttura stretta ed allungata anche per chilometri, talora in rilievo sui sedimenti più sottili della Bassa Pianura. I caratteri del reticolo idrografico e le modifiche intervenute nel tempo sono in relazione con l’evoluzione morfostrutturale regionale. L’effetto, infatti, della subsidenza, tipica del comprensorio lagunare veneziano e degli ambienti lagunari e costieri di buona parte dell’alto Adriatico, e la struttura tettonica del substrato roccioso della Pianura Veneta hanno determinato le originarie pendenze del suolo, su cui si sono impostate le aste fluviali, e le successive variazioni che hanno influito sull’evoluzione dei corsi d’acqua fino a raggiungere l’attuale struttura idrografica.

 

Rilievo altimetrico del territorio del Consiglio di Bacino Laguna di Venezia


A seguito degli eventi meteorologici estremi verificatisi nell'entroterra veneziano il 26 settembre 2006, l'AATO Laguna di Venezia ha contribuito alle attività promosse dal Commissario Delegato per gli allagamenti realizzando il rilievo LiDAR (Light Detection And Ranging) del territorio dell’ATO, ad integrazione di quello già effettuato dal Commissario.

Scarica la pubblicazione Gestione del Territorio 3D relativa al progetto del rilievo LiDAR.

 
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Le aree oggetto di studio (in giallo le nuove acquisizioni e in rosso l’area già acquisita dal Commissario Delegato)

L’enorme mole di preziose informazioni, relative all’altimetria del suolo e degli elementi su di esso presenti, prodotta attraverso questo lavoro è a disposizione dei comuni, delle autorità e dei professionisti che con differenti competenze e per diverse finalità pianificano, progettano e gestiscono il territorio intervenendo in un contesto sempre più vulnerabile.
Lo scopo è di fornire il necessario supporto alle analisi di rischio di allagamento del territorio, alla modellizzazione idraulica dei flussi delle acque nere e miste e all’identificazione delle criticità dei sistemi di smaltimento delle acque in particolari condizioni meteoriche come quelle verificatesi il 26 settembre 2007.
Il progetto, in particolare, è stato concepito per soddisfare le seguenti esigenze:

  • acquisizione LiDAR nel territorio dell’AATO ad integrazione del rilievo già effettuato dal Commissario Delegato, ad eccezione delle porzioni ricadenti in area lagunare ed insulare, per complessivi 50.000 ettari di territorio;
  • acquisizione e trattamento di ortofoto ad alta risoluzione;
  • produzione di un Modello Digitale del Terreno integrato con quello derivante dal rilievo effettuato dal Commissario Delegato;
  • integrazione dei dati all’interno del SIRIO, il Sistema Informativo del Consiglio di Bacino Laguna di Venezia (www.sirio-sici.it).
 
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La registrazione degli impulsi laser in differenti tipi di terreno (estratto dal datasheet del sensore Riegl LMS Q560 da www.riegl.com)

Il LiDAR (Light Detection And Ranging) è un sistema di rilievo laser scanner generalmente montato a bordo di piattaforme aeree o elicotteri. Il sistema emette un impulso ottico mediante un laser e conseguentemente misura il tempo di restituzione dell’eco. Il tempo viene trasformato in distanza rispetto al bersaglio attraverso la velocità nota della luce. Il LiDAR è quindi definito come un sistema aviotrasportato utilizzato per acquisire le forme presenti sul terreno (sia naturali che antropiche) attraverso la determinazione di coordinate x, y, z di un insieme di punti costituenti il bersaglio.

 
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Nuvola di punti acquisita in un’area urbana.

A bordo della piattaforma aerea si integrano diversi apparati: un ricevitore GPS; un sistema di scansione; un sistema inerziale IMU (Inertial Measure Unit). L’attività avionica avviene sotto il continuo controllo di apposite stazioni a terra GRS (Ground Reference Stations). Condizione essenziale per il buon funzionamento della procedura è l’accurata taratura e sincronizzazione di tutti i singoli componenti. La determinazione dei punti laser viene effettuata sull’ellissoide WGS84 e i valori delle quote sono riferiti a tale ellissoide.
In una fase successiva di post-processing i valori x, y, z, riferiti all’ellissoide WGS84, vengono convertiti in un sistema di riferimento piano locale (nel caso specifico Gauss-Boaga), mentre le quote vengono trasformate da ellissoidiche a geoidiche (o ortometriche), cioè riferite al livello medio mare.
Nel caso specifico, l’attività avionica ha coperto l’area in esame con oltre 230 strisciate ad una quota media di volo di circa 600 metri e un footprint di circa 500 metri sul terreno.
I dati LiDAR acquisiti e le relative nuvole di punti 3D (x, y, z) sono caratterizzati da:

  • densità media dell’informazione pari a quattro punti per metro quadro;
  • accuratezza verticale di ±15 cm;
  • accuratezza orizzontale di ±40 cm.

Al fine di uniformare l’informazione sul territorio, le quote relative alle nuvole di punti del dato “Ground” acquisite dal rilievo effettuato dal Commissario Delegato per gli allagamenti di Mestre nel 2008 sono state riproiettate nel modello di riferimento standard adottato dall’AATO. Il processo è avvenuto passando prima dal modello geoidico sviluppato dell’Autorità di Bacino dei fiumi dell’alto Adriatico (ADBVE2006) alle coordinate geocentriche WGS84 e successivamente dalle coordinate geocentriche WGS84 al modello Italgeo2005, utilizzando rispettivamente i grigliati dell’ondulazione geoidica forniti dal Commissario Delegato (ADBVE2006) e IGM.

 
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Il DTM dell’ATO Laguna di Venezia pubblicato nel sito http://www.sirio-sici.it

 

Il dato LiDAR pubblicato da AATO nel sistema informativo SIRIO (www.sirio-sici.it) si riferisce al DTM “leggero” ottenuto dalla riduzione della densità informativa del dato altimetrico originale (necessità determinata dalla fruibilità del servizio pubblicato via web) e dalla produzione di un raster caratterizzato da pixel di 5 m di lato. il DTM, pubblicato utilizzando GeoServer, software free e open source (FOSS), è liberamente consultabile ed interrogabile tramite browser dalla homepage del sito alla voce DTM 2010 Mosaico del menù Mappe.

 

 

Assetto altimetrico

Image Assetto altimetrico
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Al centro dell'immagine è in evidenza la bassura del Fiume Sile che si snoda in direzione W-E nel territorio comunale di Quinto di Treviso

L'assetto altimetrico del territorio segue una pendenza dolce e orientata generalmente verso SE, con una diminuzione delle quote procedendo dall'entroterra verso il mare. Tale andamento complessivamente uniforme é interrotto dalla presenza locale sia di aree rilevate costiere poste longitudinalmente rispetto alla linea di costa (corrispondenti ai cordoni litorali attuali ed alle paleodune nelle zone nord-orientale e meridionale del litorale), sia di dossi fluviali allungati prevalentemente in direzione NW-SE. I dossi più evidenti sono caratterizzati da dislivelli che si aggirano attorno ai 2 - 3 m. Ai dossi fluviali e ai sistemi dunali si contrappongono i territori in prossimità della Laguna di Venezia (soprattutto nella sua parte meridionale) e le aree soggette a bonifica (a sud del fiume Brenta), che giacciono sotto il livello medio del mare. Le quote più elevate del territorio dell'ATO si trovano nell’area più settentrionale del comune di Quinto di Treviso e raggiungono i 30 m s.l.m., mentre le quote minime sono localizzate nella parte più meridionale in comune di Chioggia con valori compresi tra – 3 e – 3,8 m s.l.m.
Questa particolare distribuzione di zone più rilevate e di aree sotto il livello medio del mare determina la suddivisione del territorio in aree caratterizzate dalla quasi impossibilità di scolo delle acque di superficie se non in modo artificiale.
Tale problematica è accentuata laddove insiste anche la presenza di rilevati artificiali quali gli argini dei corsi d’acqua o i terrapieni dei rilevati stradali e ferroviari.

 
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In evidenza il marcato dosso del Fiume Brenta, lungo il naviglio Brenta, che attraversa i comuni del mirese in direzione WSW-ENE